Visualizzazione post con etichetta il Sassolino numero 13 (agosto 2011). Mostra tutti i post
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lunedì 22 agosto 2011

LO STRUMENTO DEL MANIFESTO E' TORNATO DI MODA

Ben ritrovati cari lettori. Il Sassolino ha appena compiuto un anno di vita ed il giornalino fa ormai parte della vita locale del nostro paesino. Il Sassolino è cresciuto molto, non solo con le copie cartacee ma anche on-line. A tal proposito vi ricordiamo il nostro gruppo Facebook (basta digitare 'Il Sassolino'), ma soprattutto il link del blog: http://ilsassolinopuntoit.blogspot.com. Sul blog potete leggere tutti i numeri precedenti, dare un occhiata alle rubriche, consultare tutti gli scritti a carattere locale e nazionale della redazione ed infine intervenire con le vostre opinioni e anche le vostre critiche.
Detto questo, fra meno di 1 anno si terranno le elezioni amministrative nel nostro comune. Si inizia a respirare aria pre-elettorale, si intensificano le ipotesi ma nel frattempo fa molto piacere notare, non solo da parte nostra, che si sta riaccendendo il dibattito politico tramite l'utilizzo del manifesto. Anche quest'anno lo strumento del manifesto, come mezzo per comunicare tra le parti politiche, è tornato di moda, e a cavallo tra luglio e agosto, sono stati pubblicati ben 3 manifesti. Azioni, a nostro avviso, molto positive. Sia la maggioranza sia l'opposizione si sono fatte sentire in questo modo. Le nostre considerazioni sui manifesti: quello della maggioranza, molto chiaro e semplice, è un classico elenco di finanziamenti per le opere in corso o già realizzate da questa amministrazione. Uno sterile testamento a dire la verità. Ben vengano i finanziamenti, ma non è certo da questi che si giudica l'operato di una amministrazione. Quello dell'opposizione, invece, ripeteva i concetti già espressi dal nostro manifesto del circolo Idv Pietramelara in movimento e dava la sensazione di essere un semplice approfondimento di ciò che già esprimemmo noi.
Augurandovi una serena parte finale d'estate, buona lettura.

IL SASSOLINO DELLA REGINA - ANNO 2 NUM.1

Cari sassolini, negli ultimi anni avrete sicuramente sentito spesso la parola “federalismo” ma, come spesso accade in Italia, citiamo parole delle quali non sappiamo definizione ed origine …
Partiamo da una considerazione: nel mondo non si è mai verificato che uno Stato unitario divenisse federale. Quelli esistenti: Stati Uniti d’America, Svizzera, Germania, ecc., nacquero già con questa caratteristica. Insomma, il federalismo è diventato la panacea di tutti i mali della nostra repubblica: politici, sociali, economici, culturali ecc., così come il lombardo Carlo Cattaneo è stato spesso citato per essere stato il primo a propugnare la nascita di un’Italia federale, sull’esempio elvetico insomma. Ma anche nel ricordare Cattaneo, la Lega e tanti altri travisano completamente la storia. Cattaneo si considerò per tutta la vita prima di tutto un lombardo, leale suddito dell’impero austriaco, fautore della trasformazione dello Stato asburgico in una specie di “Commonwealth” plurinazionale al cui interno potessero trovare “voce” anche i territori italiani. Uomo colto, bocciò lo Stato unitario sabaudo, ma rifiutò anche il modello repubblicano di Mazzini, ed il governo dittatoriale di Garibaldi. Quindi farne uno dei “padri” del Risorgimento è totalmente sbagliato! Pochi invece amano ricordare coloro i quali, in tempi recenti, si batterono in primis per un’Europa unita e non burocrate, un’Europa dei popoli e non di finanzieri e banchieri, un’Europa non con un asse franco-tedesco. Ci riferiamo, ad esempio, ad Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ecc.
Personalmente non ho mai creduto in un’Europa unita né tantomeno nel federalismo. Le autonomie amministrative esistevano già in passato fin dalla nascita del Regno d’Italia nel 1861 ed in seguito sarebbe bastato che si fosse attuato una “buona politica” dal centro alla periferia per non agognare questo “federalismo”. Durante i governi della Sinistra ci fu la modifica del Titolo V della Costituzione sulla ripartizione delle competenze impositive tra il centro e la periferia; poi con i governi di Destra e sotto la “stimolazione” leghista si sta andando verso un federalismo fiscale, né equo né solidale. Lo sanno i cittadini che dal 2012 entrerà in vigore l’Imposta Municipale Unica (IMU) che assorbirà tutte le varie gabelle comunali, poi ci sarà l’aumento delle addizionali comunali e regionali, ossia la quota dell’Irpef che Roma concede alle amministrazioni locali per finanziare progetti e pagare la macchina burocratica. Alla luce della crisi economica-finanziaria mondiale ma soprattutto per l’incapacità della classe politica italiana ad autoregolamentarsi e fare il proprio dovere negli ultimi 30 anni, l’Italia ha uno dei più grossi debiti pubblici del globo, unitamente ad una scarsissima crescita interna e sfiducia sui mercati. Bastava governare e non rubare, impegnarsi per il bene pubblico, evitare eccessi di “casta”, purtroppo non è stato così. Fino a quando i nostri giovani avranno un piatto di minestra sulla tavole non avremo le piazze in rivolta, ma non saprei dirvi fino a quando questo piatto ci sarà ….
Buon appetito “sassolini” dal vostro Giuseppe Polito.
Ah, dimenticavo il consiglio di lettura di questo mese: un bel cruciverba per tenere allenata la vostra mente. Arrivederci a settembre!

martedì 16 agosto 2011

COINVOLGIAMO LA CITTADINANZA ATTIVA - ATTO II : PREFERIAMO LA DEMAGOGIA


Cari lettori, ricordate la nostra proposta in merito al verde pubblico pubblicata sul numero cartaceo precedente questo, e poi resa pubblica anche sul blog de il sassolinopuntoit ? in ogni caso faccio un passo indietro per poi riprendere l’argomento ad oggi, giusto per rinfrescarci la memoria. La proposta che avanzammo, sapendo che comunque non avrebbe risolto i grandi problemi di Pietramelara, era quella di affidare ai privati cittadini, alle attività e alle associazioni che se lo potevano e possono permettere, parte, se non totale, manutenzione del verde pubblico; il tutto sarebbe stato reso possibile attraverso un bando che avrebbe permesso di adottare un fazzoletto di verde pubblico pietramelarese mantenendolo per 4\5 anni. La proposta prevendeva spunto da un’iniziativa di un  Comune a noi vicino, Alife, che, vista la situazione economica non molto rosea, ha lanciato questo bando dal nome “PROGETTO ADOTTA UN GIARDINO”. Dopo qualche settimana, qualche mese, i risultati sono alla vista di tutti, l’immagine del paese è sostanzialmente cambiata… e non solo l’immagine, perché anche le casse comunali, seppur non con grandi cifre, stanno prendendo fiato. Tanti piccoli interventi, tante piccole “riforme” per avere un grande e bel risultato. Questo ad un paese a 20 km di distanza. E a Pietramelara? Apriti cielo. A vedere i commenti sul blog ilsassolinopuntoit, a sentire i commenti dei “grandi maestri di politica” locale, qui da noi è pura e sana DEMAGOGIA… Ebbene si, anche il verde pubblico è portatore di questa strana sindrome che ultimamente colpisce qualsivoglia argomento portiamo all’attenzione della cittadinanza. Ma non finisce qui, perché proprio qualche settimana fa, mentre noi lanciavamo la proposta a mezzo Sassolino qui a Pietramelara, un’altra città campana, “patria notoria di demagogia”, per risparmiare qualche euro, ha avallato la stessa proposta a sua volta lanciata a mezzo stampa dal noto quotidiano “Il Mattino”. Volete sapere qual è la città in questione? E’ la Napoli del nostro amico De Magistris e il suo vice Sodano! Nel giro di qualche settimana hanno fatto propria l’iniziativa, hanno lanciato un bando di prova aperto a tutti per adottare gli spazi verdi del Vomero e c’è stato il boom di richieste e partecipazioni, al punto che stanno pensando già di estendere l’iniziativa anche ad altri quartieri. Ma Napoli è l’esempio più recente e vicino, ma nelle città del centro e nord Italia, tale demagogica iniziativa, è ormai una sorta di prassi. Insomma, il concetto che vorremmo far passare è semplice, un concetto che potremmo a questo punto chiamare “Napoli Insegna”. Si racimola qualcosa con la manutenzione del verde pubblico, si razionalizza la spesa della Pubblica amministrazione, consulenze, dirigenti, si cerca di evitare gli sprechi, si cerca di non toccare la spesa sociale, il welfare, si cerca di mantenere i servizi e i beni primari quanto più legati al pubblico… insomma, si applica la demagogia già presente e applicata in altre realtà… e non ci si venga a dire che l’erba del vicino è sempre più verde, perché in molti casi è così!!!

POLITICHE GIOVANILI - ATTO II

Dopo l'articolo pubblicato nelle scorse settimane, su cui abbiamo ricevuto moltissimi commenti, in bilico tra sostegno e rigetto della nostra osservazione (come poi è normale che sia, c'è chi accetta le nostre idee e chi no), abbiamo deciso di scriverne un secondo atto. Il motivo per cui ci rimettiamo qui a scrivere non è quello di ribadire ciò che è stato già detto, ma ampliarne il significato, dare più concretezza alle nostre idee (come molti richiedono) ed, infine, far capire che tramite l'esempio portato dal Pietramelara Village non si voleva certamente offendere la loro immagine (come molti invece hanno pensato, chissà se malignamente).
Il punto sul quale vogliamo soffermarci di nuovo è: cosa fa il nostro comune per noi giovani? come possiamo noi incentivare il comune nell'attuare ciò che noi definiamo "politica giovanile"?
Innanzitutto, credo che come politica giovanile si possa intendere l'insieme di attività (promosse dal Comune nel nostro caso) volte alla formazione e tutela dei giovani di un dato territorio, definizione molto superficiale ma diretta nel nostro discorso. Noi del sassolino rivolgiamo l'attenzione sopratutto ai ragazzi della nostra fascia d'età, partendo quindi dai giovani che frequentano le scuole superiori fino ad arrivare agli universitari ed oltre. Dai commenti ricevuti sul nostro blog molti probabilmente non hanno appieno compreso quello a cui, secondo il nostro punto di vista, le politiche giovanili devono puntare, a quali obiettivi puntare e come raggiungerli. Molti ci hanno scritto che nel nostro comune ci sono attività quali la sagra al borgo, le mostre di oggetti sacri, le feste patronali, addirittura natale in canto! Ci chiediamo: stiamo bene? Chi vede in ciò un qualcosa rivolto ai giovani che possa rientrare nell’amito delle politiche giovanili? Non sono queste manifestazioni folkloristiche, religiose, ludiche ecc. organizzate da privati cittadini, dalla chiesa, dai vari comitati? Cosa c’entra la politica? E soprattutto, cosa c’entra la politica giovanile?
Alcuni amministratori ci hanno anche risposto che ci sono iniziative presso le scuole elementari e medie, ed abbiamo apprezzato venirne a conoscenza ma queste attività non riguardano appieno l'argomento in questione in quanto abbiamo spesso parlato di attività che possano interessare giovani di una "età superiore", quella in cui si ha già un piccolo bagaglio di esperienza e bisogna formare gli adulti di domani.
Vorremmo sentir parlare di nostri amici beneficiari di borse di studio per il merito scolastico, di amici che discutono di libri presi in prestito dalla famosa (così per dire) biblioteca comunale... vorremmo che fossero attivi programmi che aiutino la professionalizzazione dei giovani: le nostre scuole sono molto teoriche, perchè non attivare un corso su applicazione pratica di ciò che viene studiato? Sia esso un corso su come utilizzare un programma di contabilità, sia su di utilizzo professionale del pacchetto Office, attività che possono essere si a pagamento, ma non ai prezzi, a volte folli, che si trovano tramite privati.
Potremmo elencare molte altre iniziative, ma ci potrebbero accusare di non tener conto della realtà in cui viviamo, un paesino in una zona non proprio all'avanguardia; e quindi va bene così, vogliamo che i più pensiano concretamente a cosa è possibile fare.
Altro punto su cui riflettere è cosa fanno invece i giovani per incentivare tutto ciò. Nella molteplicità di ciò che può essere detto, vorremmo far notare che, nella stagnazione culturale attuale, nell'apatia dei giovani d'oggi, un segnale di incoraggiamento dovrebbe venire dalle istituzioni, che si pongono nella condizione di favorire lo sviluppo dei futuri cittadini. Noi con i nostri articoli lanciamo dei sassolini in tutte le direzioni, è il nostro unico modo d'agire al momento. Se in un futuro prossimo avremo altre possibilità, le useremo di sicuro.
Vogliamo concludere con alcune precisazioni: se nei nostri articoli ci rivolgiamo spesso all’amministrazione è perchè sono loro, al momento, coloro che detengono il "potere", scrivere un articolo parlando di politiche giovanili e non pensando a chi può attuarle ci sembra veramente senza senso. Ed infine, teniamo a ribadire che i nostri coetanei non sono indefferenti a ciò che viene fatto, come ci volevano far notare; se vi è la possibilità di migliorarsi sotto dati aspetti, cosa molto importante nel mercato del lavoro attuale, perchè dovrebbero fregarsene? Non pensiamo ci sia tutto questo autolesionismo nel nostro paese... eppoi a volte basterebbe un tantino di informazione in più, e i giovani di Pietramelara verrebbero a conoscenza di tante altre iniziative a loro finora SCONOSCIUTE...

giovedì 4 agosto 2011

IL SASSOLINO NELLA CULTURA - ANNO 2 NUM.1

      Grotta di S.Michele Arcangelo in Monte Melanico


La grotta di S.Michele Arcangelo, nel Comune di Liberi, si trova nel Monte Maggiore, precisamente sul Monte detto Melanico. La grotta consiste in una grande sala dove sono presenti degli altari, che è separata da una sala più piccola  da una barriera di roccia retta da due pilastri. La consacrazione della grotta, molto probabilmente, avvenne tra l'862 e l'866, quando il territorio di Capua era posto sotto la giurisdizione del Conte Landolfo, che vi esercitava anche la carica di Gastaldo e di Vescovo. E' dedicata a San Michele Arcangelo perchè, come già ricordato nell'articolo sulla Chiesa di S.Cataldo, era il protettore del popolo longobardo, che lo aveva conosciuto ed apprezzato per mano dei bizantini, al fianco dei quali avevano combattuto durante la guerra greco-gotica.
All'interno ci sono tre altari: uno rivolto a Profeti, un altro rivolto a Capua e l'ultimo a Roccaromana. L'altare dedicato a Profeti, il primo sulla sinistra, ha subito una modifica ed è sovrastato da un bassorilievo dell'Arcangelo, dalla Madonna con il Bambino in braccio e da teste di angeli. Quello in posizione centrale in passato era dedicato all'Arcidiocesi di Capua. Il terzo e ultimo altare, dedicato a Roccaromana, è addossato alla roccia ed è quasi completamente distrutto. Appena si entra, sulla destra, vi è una grande mammella di roccia, in cui la tradizione religiosa identifica il seno della Madonna, dalla quale gocciola acqua ritenuta miracolosa, che viene raccolta in una sottostante vaschetta di pietra ed usata per detergere il viso e gli occhi. La credenza popolare vuole che l'acqua raccolta dalla mammella gocciolante preservi dalla vecchiaia e dalla cecità. La tradizione inoltre vieta in maniera assoluta di toccare la mammella, altrimenti succederebe ciò che avvenne all'altro seno, che inflaccidì dopo essere stato accarezzato dalla mano di un peccatore. Nella grotta, prima del culto di San Michele, venivano quasi sicuramente officiati altri culti pagani, e a dimostrazione di quanto detto  è significativo citare la leggenda di questo luogo sacro, la quale narra che nella grotta viveva un drago, al quale bisognava sacrificare ogni anno una ragazza, che per l'occasione veniva abbandonata nella valle di Melito. Un anno la sorte toccò alla figlia del signore del luogo che, però, pur di salvare il suo popolo e il suo feudo, non si oppose. La fanciulla venne lasciata nella vallata per essere divorata dal drago. In quei luoghi si trovava di passaggio San Michele che, scorta la fanciulla tutta tremante e piangente, le chiese il perchè del suo dolore. Ricevute le spiegazioni, decise di fermarsi nei pressi della grotta e di affrontare il mostro. A mezzogiorno in punto sopraggiunse il drago; S.Michele lo affrontò e, dopo una lotta dura e cruenta, riuscì ad ucciderlo, riportando la fanciulla all'incredulo padre. Il signore del luogo lo invitò quindi a fermarsi e a chiedere qualsiasi cosa come ricompensa, ma l'Arcangelo ringraziò e decise di partire in giro per il mondo. Da allora, quella cavità nella roccia fu dedicata alla sua venerazione. E' evidente che il drago simboleggi il culto pagano, che viene cancellato per opera di San Michele. La stessa leggenda può essere confrontata, ad esempio, con quella di San Paride di Teano, che ugualmente sconfisse un drago ossia, in altre parole, sconfisse il paganesimo che albergava in quelle terre.
Per secoli è stata ed è uno dei centri più importanti, nell'alto casertano, del culto di San Michele, e per tradizione l'8 maggio, giorno della solennità longobarda, vi giungono processioni dai paesi circostanti. La festa è ripetuta l'8 settembre, data dedicata al Santo dal calendario cattolico.