venerdì 22 giugno 2012

PROBLEMI DI SANITÀ PUBBLICA LEGATI AI CANI RANDAGI E INSELVATICHITI

Visti i quotidiani disagi provocati dal randagismo in alcune aree del nostro paese, vorremmo porre all’attenzione di tutti un recente documento dell’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’ che si è espressa in merito a tale problema.
Nelle prime righe il documento recita: “Quello del randagismo è un fenomeno composito: non è possibile dividere la popolazione canina in due grandi categorie. quella dei cani con padrone e quella dei cani randagi”; e in merito ai cani vaganti: “Per il tipo di vita che conducono, per le possibilità di contatto che hanno con animali domestici, selvatici e con l'uomo, per la frequentazione di discariche di rifiuti e dintorni di macelli, possono sostenere il ruolo di interfacce ecologiche fra ambienti rurali ed urbani. Possono, cioè,  essere responsabili del passaggio di agenti patogeni fra differenti ecosistemi. […] li espongono al rischio di assumere agenti patogeni vari (ad esempio: Echinococcosus granulosus, Mycobacterium, Brucella), nonché micro-organismi antibiotico-resistenti e di contribuire cosi al loro mantenimento ambientale ed alla loro disseminazione. La mancanza di ricoveri e le abitudini crepuscolari o notturne li rendono particolarmente esposti agli artropodi ematofagi, facilitando così il mantenimento e la diffusione ambientale di agenti quali Rickettsia conori e Leishmania, mentre i rapporti di predazione esistenti con altre specie selvatiche o sinantropiche possono contribuire al mantenimento ambientale di agenti che, almeno in Italia, è estremamente difficile trasmettere all'uomo, quali Trichinella”.
Il documento continua dicendo: “Altri aspetti di sanità pubblica legati alla presenza di cani vaganti sono dati dagli attacchi all'uomo, dagli incidenti stradali provocati da cani, dalla contaminazione ambientale (deiezioni. spargimento di Rifiuti, rumore) e dall'azione da questa svolta a favore dei ratti, dai problemi in caso di calamità, dai problemi in caso di sicurezza del lavoro”.
Infine il capitolo inerente alla Contaminazione ambientale: “I cani vaganti, randagi ed inselvatichiti possono essere causa di contaminazione ambientale in vari modi: deiezioni, diffusione di pulci ed altri ectoparassiti, dispersione di immondizie, produzione di odori e di rumori sgradevoli. Infine, una volta morti, gli stessi cadaveri sono elemento di contaminazione. Le deiezioni animali costituiscono il problema più eclatante e di maggior rilievo dal punto di vista sanitario. Attraverso esse, possono essere trasmesse all'uomo svariate forme infettanti. Vanno ricordate le zoonosi parassitarie, fra le quali I'echinococcosi, l’idatidosi e la Lurva niigrans viscerale, mentre la Larva migrans cutanea rappresenta un certo rischio soprattutto per i bambini che giocano in luoghi frequentati dai cani (es. parchi pubblici)”.
In merito possiamo solo sollecitare le autorità competenti affinchè cerchino di risolvere quanto prima questo problema. Tutti possiamo segnalare tali casi al Servizio Veterinario Territoriale per tramite del dott. Giuseppe Leonardo (num. Tel. 0823 869750 oppure 335 586759); i cani verranno in seguito sterilizzati.

Nessun commento: